Pollo per famiglie internazionali (cioè tutte)

Ultimamente mi sono appassionato a un programma di Netflix che si chiama The Big Family Cooking showdown. E’ sì l’ennesima gara televisiva di cucina, ma ha alcune caratteristiche che mi ci hanno fatto subito affezionare, non ultimo il fatto che sia ambientata in Inghilterra. L’ambiente conta perchè sostanzialmente è una sfida tra coppie di famiglie che si contendono il titolo di ‘miglior famiglia di cuochi d’Inghilterra’ e alcuni dei match si svolgono nelle case dei partecipanti, ed essendo il paese uno dei più multietnici del mondo trovi la casa dei pakistani con i tappeti e un curry sul fuoco, quella degli svedesi coi mobili dell’Ikea e quella degli inglesi con la moquette nel cesso.

Uno dei giudici è Giorgio Locatelli, che è poco conosciuto dal pubblico italiano ma in realtà è senza dubbio lo chef italiano più famoso in inghilterra, pluristellato, che nonostante il timore reverenziale fa molta simpatia per il marcatissimo accento nostrano e per la mestizia con cui si deve sottoporre ad assaggi di paste all’uovo sfatte e di pizze lievitate col bicarbonato. Quello che mi piace di più, però, è scoprire come i concorrenti si approcciano alla cucina familiare, in un modo totalmente diverso dal nostro. Soprattutto perché quella che propongono è fatta di piatti unici, colorati e con abbinamenti tra la pietanza principale e i vari companatici molto creativi, visto che non hanno sostanzialmente una tradizione così forte da poter essere accusati di eresia dal commentatore medio o dal vicino di casa.

Tra una puntata e l’altra, ho fatto un po’ di metodo Stanistlavskij e, immaginandomi membro di una famiglia in un sobborgo di East London, ho preparato questo piattino discreto per la truppa. E’ un pollo un po’ indiano e un po’ cajun, servito con bulgur risottato con noci e basilico e una salsina di peperoni e cipolle arrostite. Completamente inautentico, decisamente curioso, estremamente ghiotto. E confermo che fa la sua porcissima figura anche servito ad una famiglia italiana, come la mia.

Ricetta del ‘Pollo con bulgur e salsa di peperoni’ (x 3 persone)

Aprite un pollo a metà, o fatevelo aprire dal macellaio compiacente se non avete domestichezza. Spennellatelo da entrambi i lati con mezzo bicchiere di olio in cui avrete ‘sciolto’ mezzo cucchiaino di garam masala, uno abbondante di paprika e poi senape in polvere, pepe nero, zenzero in polvere, peperoncino di cayenna e aglio in polvere, tutti nella quantità di 1/3 di cucchiaino, e quindi un cucchiaino di sale. Finite di spennellarlo con la parte della pelle verso l’alto e poi infornatelo in una teglia insieme a tre etti di peperoncini dolci (o peperoni normali), un peperoncino piccante e mezza cipolla a pezzettoni, dopo aver massaggiato queste verdure con un po’ d’olio e sale. Fate cuocere a 220° per 25 minuti, poi abbassate a 180° e cuocete per altri 15 (togliete le verdure un po’ prima, quando i peperoni li vedrete belli abbrustoliti). Se la pelle del pollo dovesse essere già ben dorata, dopo i 25 minuti, potete coprire la teglia con un foglio d’alluminio, ma in generale saprete che il pollo è cotto quando, infilando un termometro nel petto, avrà raggiunto i 74 gradi. Quando è pronto fatelo riposare fino al servizio sotto un foglio d’alluminio, mentre invece le verdure vanno frullate insieme a un cucchiaio di passata di pomodoro per fare la salsa (da regolare comunque di sale e pepe).

Mentre il pollo cuoce, comunque, tritate una mezza cipolla e fatela imbiondire in un pentolino con un po’ d’olio e uno spicchio d’aglio. Quindi aggiungete 120 gr di bulgur e, dopo averlo fatto tostare brevemente, sfumatelo con un po’ di vino bianco e aggiungete pian piano dell’acqua, o se preferite brodo vegetale, come a fare un risotto. Ci metterà dieci minuti a cuocere, voi continuate ad aggiungere acqua un po’ per volta e, a 2 minuti dalla fine, un trito fatto da 6 cucchiai di noci e un bel mazzetto di basilico. Aggiustate di sale e pepe e, una volta cotto, mantecate a fuoco spento con un po’ di burro e parmigiano.