I miei 5 ristoranti preferiti a Ponte Milvio, Roma

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Se cercate la romanità da cartolina, da film di Alberto Sordi, con la tovaglia a scacchi e una cuoca corpulenta che vi insulta perchè non avete finito la coratella o i quattro etti e mezzo di cacio e pepe, allora forse Ponte Milvio non fa per voi. Il quartiere che comincia dove finisce l’antico ponte sul Tevere è innegabilmente fighetto e gettonatissimo per la movida del sabato sera, ma non è certo noto per essere la sede della più sincera cultura gastronomica della capitale. Eppure, lungo il breve tratto della via consolare Flaminia che proprio da Ponte Milvio parte e arriva fino a Rimini, ci sono un sacco di ristoranti diversi, che propongono cucine assortite tra arredamenti bellissimi e dehor rinfrescanti. E quando capirete che non tutte le carbonare dell’oste zozzone sono gratificanti quanto pensavate, venite a provare uno dei miei 5 ristoranti preferiti a Ponte Milvio (per ora!). Ci passo un sacco di tempo, quindi sono ganantiti al 100%.

 

Da Brando

Il mio imprinting con via Flaminia ha avuto luogo in questo splendido ristorante 4 stagioni. Caldo e accogliente d’inverno, con quell’arredamento naif e ‘riciclato’ così originale, rinfrescante d’estate con una trentina di posti sui tavoli all’aperto, nella parte più alberata della via, l’ambiente confortevole di Brando è uguale al suo menù, diviso tra carne e pesce. Il vero segreto di questo posto, più degli strepitosi formaggi fritti (brie e mozzarella), dei generosi tranci di tonno e delle mille romanità d’obbligo, è la varietà. Tutto c’è, tutto è buono e tutto appartiene al magico regno del comfort food, sapori semplici e gustosi che alla fine, più che un indimenticabile ricordo gourmet, ti lasciano l’impagabile sensazione di esser stato bene. Prezzi onesti (primi 9, di pesce 14)
ristorante da brando roma

 

Dal Tappezziere

Il nome è preso in prestito dall’attività storica che il locale, prima di questa nuova hamburgeria e steakhouse. L’ambiente è preso in prestito dai ristoranti più fighi di New York, con il legno scuro, i mattoni a vista e le poltroncine di velluto, oltre che il nome ‘Dal Tappezziere’ scritto con centinaia di lampadine a incandescenza. Il menù somiglia al locale: hamburger ‘sartoriali’, con il pane (ottimo) fatto su misura, gli antipastini croccanti da condividere e sontuosi tagli di carne, dal filetto alla gigantesca Tomahawk, che provengono da una delle macellerie più pregiate della città. Una cena dal tappezziere è la mia personale macchina del teletrasporto per la Grande Mela, un concentrato di eleganza, sapore e di cura ai dettagli (il coltello da macellaio in miniatura per ogni commensale, estratto da un astuccio di pelle, è una vera chicca). Mi strapiace. Prezzi medi (hamburger con patatine, ottime ma non moltissime a dire il vero, dagli 11 ai 18)
ristorante dal tappezziere roma

 

Mamma Nanà

Dalla carne al pesce, dall’esterofilia al tepore di un bistrot romano, Mamma Nanà cucina non stop da mezzogiorno a mezzanotte ed è il regno delle crudità di pesce. Nascosto all’interno di un cortile, ha il grande pregio di avere i tavoli esterni non a diretto contatto con la strada: se ci andrete di sabato, capirete cosa intendo. Pesce sempre freschissimo assemblato con estro, ma non troppo da guastare il prodotto con abbinamenti azzardati. Le frittelline di pane e alghe che vengono servite come benvenuto si ingurgitano in tempo record, la tartare di salmone e barbabietola è l’abbinamento terra-mare che preferisco ma tutto svanisce, per il mio gusto personale, davanti alle ‘gricie’ di pesce. Fate assaggiare quella con gambero e tartufo al tizio che dice che sul pesce non si mette il formaggio. Prezzi medi, che arrivano all’alto se esagerate col crudo di scampi.
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Macello, spaderia e mescita

Salite la rampa, apprezzate l’ambiente da birreria all’aperto, sedete su uno dei tavoloni di legno, scegliete una birra. Fate tutto questo prima che vi cada l’occhio sulla montagna di spiedini accatastati (e refrigerati) in bella vista davanti al girarrosto, perchè poi non vedrete nient’altro. Il menù di questo ristorante/locale è monopolizzato dalle ‘spade’ di carne, grossi spiedini che girano su se stessi finchè non sono teneri, abbrustoliti e pronti da abbinare alla salsa che sta meglio con la combinazione carne-marinatura. Il filetto è tenerissimo, ma anche la braciola alla messinese e la salsiccia col provolone sono da infarto. Se siete con amici tristemente a dieta, apprezzeranno le tartare di carne a profusione. Tutti insieme, invece, apprezzerete le patatine novelle al forno, tra le più unte e buone che mi vengano in mente. Prezzi medio-bassi (spada tra i 10 e i 12,50).
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Mahalo – South Pacific Fine Food

Il Poke è sicuramente il piatto del momento, ma spesso è permeato da quella reputazione un po’ salutare che demotiva i più affamati. Con il poke di Mahalo sei a posto per un paio di giorni, perchè la ciotola di riso e pesce crudo è gigante e piena di una serie di amennicoli che la rendono cafona, nel senso migliore del termine. Insieme a ciò, nel menù di questa piccola serra verticale piena di piante e colori, ci sono tanti roll, degli ottimi tacos fatti in casa (l’impasto è buonissimo) e alcuni sushi burger, ovvero ‘panini’ di riso compresso e farciti di pesce crudo, accompagnati da chips di patate dolci davvero squisite. Se il vostro stomaco ve lo permette, non mancate di ordinare la cheesecake agli oreo. In ogni caso, qualsiasi cosa ordinerete, la collana di fiori per sentirvi alle Hawaii è sempre inclusa nel prezzo Che è basso (pokè standard dagli 11 ai 15).
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