Arrivano gli insetti, e con essi i rompicoglioni

Certo di non aggiungere linfa al dibattito, devo però ammettere di aver riso molto alla notizia, battuta un paio di giorni fa, secondo cui il 54% degli italiani sarebbe contrario all’arrivo degli insetti commestibili sugli scaffali dei supermercati.
In pratica dal primo gennaio, con l’entrata in vigore di un nuovo regolamento Ue, sarà possibile vendere e, di conseguenza, consumare una lunga serie di insetti e loro derivati. Coldiretti ne elenca un assortimento variegato: tarantole arrosto, millepiedi croccanti, vermi giganti thailandesi che sanno di piccanti, farfalle della Guyana fritti e una serie di grilli aromatizzati a più gusti perfino delle mitiche patatine Highlander. E tanti altri ancora.

La notizia di per sé sarebbe terminata, tanto più che da centinaia di anni più di due miliardi di persone al mondo si nutrono su base regolare di insetti (e quindi molti di più di quelli che mangiano la pizza, per dire) e che le loro proprietà nutrizionali paiono essere interessanti. Inoltre fra un numero imprecisato di anni diventerà sempre più difficile cibarsi di carne e quindi, volendo, sarebbe anche un modo di portarsi avanti prima di trovarsi di fronte alla famosa scelta obbligata ‘o mangi la formica, o caghi nell’ortica’.

Gli italiani però dicono no. E mica due o tre, addirittura il 54% su un ben nutrito campione. Per questo mi trovo, ancora una volta, a ridere di un dato inutile e al contempo a dare dei consigli al famoso popolo del No:

-Come al solito, nessuno vi obbliga a mangiare insetti

-Fosse stato per me, a sei anni, avrei detto no al gorgonzola e ai broccoli. Una perdita che in futuro mi si sarebbe rivelata terribile, quindi fossi in voi mi prenderei un po’ di tempo per decidere

-Ciò a cui dite no accadrà, con o senza il vostro consenso, quindi rilassatevi

E soprattutto

-In generale, nella vita, piuttosto che dire no a qualcosa che nessuno ci obbliga a subire, ma che al contempo garantisce una civile libertà a chi invece alla tal cosa stia favorevole, ma non è meglio un bel ‘esticazzi’?