Baklava delle feste (tutte quante)

Nello stabile in cui vivo c’è un portinaio che mi sta molto simpatico. Si chiama Nashat, viene dall’Egitto e te ne accorgi, anche senza chiederglielo, perché ha esattamente l’accento egiziano che utilizzano gli imitatori quando vogliono imitare l’egiziano. Dice ‘bacco’ invece di pacco e ‘raccmandada’ e cose così, mi chiama per primo quando arrivano cose che stavo aspettando e in generale ha sempre un sorriso per tutti anche se non gli riscaldano la portineria e deve mettersi il pile e la stufetta elettrica a fianco. Ogni tanto facciamo due chiacchiere, in generale sulla situazione politica in Egitto, e non dico di più perché esprimere un idea politica in Egitto, in questo periodo, è abbastanza rischioso. Lui comunque è uno solare e in pace col mondo, tant’è che l’altro giorno gli chiedevo se fosse musulmano o copto e lui mi ha risposto che non è una domanda che gli interessa, che sua figlia a scuola vede l’albero e i festoni e l’aria di Natale e allora anche lui a casa prepara l’albero e appende le lucine sulle mensole: in fin dei conti Gesù è un profeta molto importante anche per l’Islam e quindi non sente, in cuor suo, di offendere nessuno.

Ho pensato di portargli un regalo, per lui e la sua bimba e per il pezzo di famiglia che l’ha seguito in Italia, che gli potesse ricordare l’altra famiglia che lo vede un mese ogni due anni in una periferia della periferia de Il Cairo. Ho preparato dei Baklava, il famoso dolcetto che tutti noi siamo tentati di comprare dal kebabbaro dopo due panini completi con cipolla e piccante, che il dolce tipico un po’ di tutti i paesi affacciati al mediterraneo dalla Grecia in poi, e quindi anche e soprattutto dell’Egitto. Ho fatto una mia versione, con un po’ di spirito natalizio dentro (che, come tutti sanno, è rappresentato dallo zenzero), che spero gli sia piaciuta. Perché il Natale sarà pure cristiano, ma la felicità e la condivisione sono beni comuni.

Ricetta del Baklava natalizio

Munitevi di una teglia alta di circa 22*32 cm e di due pacchi di pasta fillo (ve ne serviranno almeno 22 fogli). Spennellate la teglia col burro fuso (preparatene un panetto da almeno due etti), stendete due fogli di pasta, spennellateli, poi altri due, spennellateli e così via, fino ad aver 4 strati da due fogli ciascuno. Tritate 4 etti di frutta secca tra noci, nocciole e pistacchi, conditeli con un cucchiaino di cannella e uno di zenzero e poi, da questo punto in poi, coprite ogni strato successivo da 2 fogli di pasta fillo con tre o 4 cucchiai di questa miscela di frutta secca e qualche goccia di cioccolato fondente. Quando avrete fatto almeno 4 strati di frutta secca e cioccolato, ultimate il dolce con altri 4 strati da 2 fogli di pasta ciascuno, sempre imburrandoli ogni 2. Imburrate la cima del dolce e tagliatelo a losanghe con un coltello ben affilato, quindi infornatelo a 170 per 25 minuti, poi altri dieci minuti ma in un ripiano più basso del forno: deve avere un bell’aspetto tra il dorato e il bruno. Intanto che si cuoce, fate sciogliere 250 ml di zucchero in 250 ml d’acqua, e quando sarà sciolto diluiteci due o tre cucchiai di miele e un cucchiaino di estratto di vaniglia. Verserete questo sciroppo sul dolce non appena l’avrete estratto dal forno, senza lesinare. Mettete un piccolo mucchietto di frutta secca su ogni losanga e fate raffreddare almeno mezz’oretta.