Bottura installerà un termoscanner alla Francescana

massimo bottura termoscanner

E sarebbe bene che lo facessero tutti quelli che se lo possono permettere. Il primo giugno si avvicina, i ristoranti riapriranno e se ancora non ci sono normative precise, anche se la Fipe ha sottoposto un rigoroso protocollo all’attenzione dei Ministeri che, con un po’ di lungimiranza, potrebbe diventare la linea guida ufficiale per la nuova legislazione in merito. Ne parleremo poco più avanti nel tempo. Ma più che i pannelli di plexiglas o la distanza tra i tavoli, la prima cosa di cui sincerarsi è che in un ristorante non entrino persone con la febbre. È stato così nelle stazioni e negli aeroporti, vasti luoghi arieggiati e di flusso, non può essere altrimenti in (più o meno) piccoli locali al chiuso con un’alta permanenza degli ospiti.

Su questo le normative dovranno fare i conti con le leggi sulla privacy e, soprattutto, con il riscoperto amore degli italiani per la privacy, che va bene dare i dati sulla localizzazione ai giochi idioti di Facebook o ad applicazioni sviluppate in India con sede legale in Texas e programmatori in Siberia, ma non sia mai concederli per qualche fine che potrebbe davvero salvarti la vita. Amarezza a parte, i ristoratori stanno cominciando a prepararsi e, a quanto ne sappiamo, pesi massimi come Massimo Bottura si sono già attrezzati per l’installazione di solidi Termoscanner sopra l’ingresso dei loro locali.

Non una soluzione economica, di certo. Il prezzo per l’acquisto di un termoscanner fisso, mi racconta un dipendente della Polselli Automatismi di Anzio (Roma), va dai 1500 ai 4000 euro, in base alle funzionalità. È però possibile noleggiarli, con una specie di formula di leasing, a partire da 100 euro al mese, decisamente più abbordabile. Per i piccoli, in più, potrebbe essere sufficiente un piccolo termometro digitale da fronte: si acquistano in farmacia o su Amazon con un investimento di circa 50 euro. Tutto questo, ovviamente, con l’auspicio che il Governo abbia il coraggio di varare una norma che potrebbe far storcere qualche naso. Non quello di chi scrive, senz’altro. Mi auguro invece che tutti quelli che torneranno a frequentare bar e ristoranti abbiano a cuore la propria salute e quella degli altri. A costo di una piccola scansione.