A Burger King non piace l’estrema destra inglese

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Le lenzuola appese ai balconi, le maschere di Zorro, i video-selfie con richieste scomode a tradimento. In Italia il dissenso popolare nei confronti dell’estrema destra passa da iniziative di piazza più o meno goliardiche, ma generalmente innocue, e volte a screditare la credibilità del candidato in questione attraverso l’arma dello humour, dello sbeffeggio, del dissenso ironico. I tempi della pioggia di monetine su Craxi sono lontani. Lo stesso non si può dire del Regno Unito, dove la lotta alle opposizioni passa, da qualche giorno, attraverso il lancio di milkshake.

 

Il primo è stato Carl Benjamin, un deputato Ukip (partito di estrema destra britannico) indagato dalla polizia per alcune ‘battute’ auguranti lo stupro di una deputata socialista, che si è visto lanciare addosso ben quattro beveroni ghiacciati nell’ultima settimana di comizi. Stessa sorte, due giorni fa, per Tommy Robinson, già condannato per truffe a vario titolo e islamofobo convinto. Per questo, il giorno in cui il capo dell’Ukip Nigel Farage avrebbe dovuto tenere un discorso ad Edimburgo, la polizia della città ha fatto divieto al McDonalds più vicino di vendere milkshake e McFlurry per tutta la giornata.

E quindi? In una delle operazioni di marketing online più rischiose e polarizzanti degli ultimi tempi, il rivale numero uno della catena di fastfood americana porge una mano amica. Proprio Burger King, dal profilo twitter britannico, fa sapere che continuerà “a vendere milkshake per tutto il weekend. Divertitevi“. Con un potenziale boomerang, perchè molti hanno accusato il colosso di incitare alla violenza contro i membri di un partito, più che all’espressione di un dissenso. E infatti poco dopo arriva la precisazione, sempre sullo stesso account. “Non appoggeremmo mai la violenza – e nemmeno lo spreco dei nostri deliziosi milkshake. Godetevi il weekend, e bevete responsabilmente!”.

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Ma ormai il dado (o meglio, il milkshake) è stato lanciato. Probabilmente le vendite di milkshake avranno un’impennata o probabilmente uno stop brutale, in base al colore politico dei consumatori. Ma al netto del giudizio sul contenuto, se cioè sia o meno lecito incoraggiare in qualche modo il lancio di oggetti non contundenti a un imbecille (no, non lo è), quel che certo è che Burger King ha avuto un coraggio senza precedenti a ‘lanciarsi’ in un’operazione di marketing così audace. In base al risultato delle prossime elezioni, si saprà con che risultato.