Capuns dei Grigioni, mia bella Svizzera

In base alle mie ricerche su Google effettuate dopo i primi risultati elettorali attendibili, la Svizzera sembra essere un paese bellissimo. Montagne, laghi, fiumi e valli, solo il mare manca al panorama naturale di questa piccola ma ridente nazione, ma lo si può raggiungere in pochissimo tempo da uno dei suoi quattordici aeroporti (tantissimi) che la collegano col mondo intero. Ricca di tradizione, è un paese con città e paesi dagli antichi centri storici, come ho potuto constatare a Berna, e dalle fattezze veramente graziose, come Lucerna e Ginevra, con i loro caratteristici ponti coperti ad attraversare l’acqua che è presente in moltissimi dei suoi capoluoghi, permettendo al cittadino di vivere in un sistema contemporaneamente moderno e salubre. Zwingli, Calvino, Rousseau, Le Corbusier, Paracelso, Jung, Einstein, Roger Federer: sono tantissimi i personaggi celebri nati o riseduti in Svizzera che hanno trovato nella terra dei cantoni terreno fertile per dare lustro e progresso alla stirpe umana, rendendo di fatto il paese una delle culle della modernità.

Che dire del cibo? Beh, nonostante la tradizione non abbia espresso tutto il suo potenziale negli anni, in Svizzera c’è grande ricchezza di prodotti gastronomici come salumi, formaggi, dolci. Grazie al benessere diffuso, ci sono tantissimi ottimi ristoranti, con cucine di tutto il mondo, che la rendono una località ideale per tutti gli amanti del buon cibo. Celeberrima la sua raclette, la goduriosa fonduta di formaggi, anche se uno dei piatti che preferisco si chiama Capuns e viene dall’orientale Cantone dei Grigioni. Questi involtini di coste, ripieni di pane, salumi ed erbe aromatiche e poi gratinati in una ricca salsa di panna, sapranno abbattere le vostre resistenze e portarvi a credere, come me, che la Svizzera sia il paese più bello del mondo. Soprattutto alla luce del risultato di queste ultime elezioni. Se riusciste a far leggere questo post a un funzionario dell’ufficio immigrazione di Lugano vi sarei molto grato.

Ricetta dei Capuns (x 2 persone)

150 ml di latte
2 uova
150 gr farina
Noce moscata
sale e pepe
30 gr di cipolla a dadini (piccolissimi)
30 gr di bresaola a dadini
30 gr di pancetta (con più carne che lardo) a dadini
30 gr di salame a dadini
50 gr di pane bianco senza crosta, a dadini
30 gr di trito di prezzemolo, erba cipollina e rosmarino

12 foglie di coste
200 ml di panna fresca
Grana o formaggio svizzero grattugiato

Procedimento

In una boule unite con una frusta il latte con le uova, sale e pepe e noce moscata, quindi aggiungete la farina a pioggia continuando a frustare per ottenere un composto omogeneo. Copritelo con la pellicola e lasciatelo riposare almeno mezz’oretta.

Nel frattempo fate appassire la cipolla in un po’ d’olio, quindi aggiungete i salumi tagliati a dadini e fateli soffriggere per qualche minuto, lasciandoli poi raffreddare. Tagliate a dadini il pane e preparate il trito di aromi. Nel frattempo mettete a bollire dell’acqua e usatela per sbianchire (bollire per una ventina di secondi) le foglie di coste lavate. Mettetele quindi ad asciugare su carta assorbente.

Quando il composto iniziale avrà riposato, unitegli il mix di cipolle e salumi, le erbe aromatiche e il pane e mescolate uniformemente. Con un cucchiaio, mettete un po’ di questo ripieno in ogni foglia di coste e arrotolatela ad involtino, facendo attenzione a chiudere sempre i bordi laterali (il ripieno è abbastanza molle) e quindi sigillatele con degli stuzzicadenti. Fate quindi bollire gli involtini nell’acqua in cui avete sbianchito le coste, per 10 minuti.

Nel frattempo nella padella in cui avete saltato i salumi, ormai vuota, fate ridurre 200 ml di panna, salatela e pepatela: una volta che gli involtini saranno cotti, li metterete in una pirofila e, coperti di panna, grana e rosmarino, li farete gratinare in forno finchè non faranno una gradevole crosticina. Potete servirli con una julienne di bresaola.