Cocktail E gamberi: bandiamo la salsa rosa

‘Se non fai ricette natalizie, non sei nessuno’ parte 2.

Il cocktail di gamberi è terribile. Terribile. Lo dico con chiarezza e con onestà, dal momento che avendo iniziato ad apprezzare le salse solo dopo i vent’anni non ne ho mai mangiato un boccone negli anni novanta, quando era servito ovunque e ancora non ci si vergognava a pronunciarne il nome. La prima volta che l’ho provato è stata anche l’ultima, perché l’ho trovato terribile, pesante, anche vagamente nauseabondo. Incurante della mia opinione tranchant, il mondo ha proseguito a servirlo in coppa Martini come se fosse ambrosia, e se dai ristoranti, per l’intervento di qualche dio benevolo, è praticamente sparito, sopravvive invece nei menù natalizi della mamma, della zia e della cugina di tutti noi. Della nonna no perché quella roba lì è abituata a darla al gatto, e a ragione.

Non possiamo nemmeno imputare la piaga del cocktail di gamberi alle storture degli anni ’80, perchè questo crimine culinario già negli anni ’60 spopolava nei ristoranti di mezzo mondo. Qualcuno dice figlio del proibizionismo americano, qualcuno dice parto della fantasia di Fanny Cradock, cuoca televisiva britannica morta nel 1994, forse per il dispiacere di vedere la sua creazione sparire con la fine degli eighties, forse ammazzata da un cuoco deciso a vendicarsi in nome del buongusto. Non importa da dove venga, tutto sommato, ma è vitale sapere dove debba andare: nel cestino dell’immondizia. Ditelo alla mamma, alla zia, alla cugina, e ditelo senza perifrasi: mamma, nonna, zia, il cocktail di gamberi mi fa ******.

Anche perché ci sono un sacco di alternative migliori. E’ vero, pure la fila alle poste il lunedì mattina è meglio del cocktail di gamberi, ma io ve ne do una ottima ed edibile. Una che disinnesca la bomba dell’orrore semplicemente scombinandola nei suoi elementi primari: cocktail E gamberi.
Un gambero crudo, buono, fresco, non quella cingomma bianchiccia nei vasetti in salamoia. Un cocktail leggero, analcolico, leggermente piccantino, niente più mappazza rosa fatta con la maio in tubetto. Insieme stanno benissimo, fa anche scena e soprattutto trasforma il mefitico cocktail di gamberi da anti-pasto (nel senso di ‘oggetto assolutamente all’opposto di qualsiasi cosa di mangiabile’) ad antipasto. Perché se non fai ricette natalizie non sei nessuno, ma non sei nemmeno obbligato a far ricette di merda.

RICETTA DEL ‘COCKTAIL E GAMBERI’

Fate un estratto di pomodori maturi (o usate un buon succo di pomodoro) e conditelo con sale, pepe, uno spruzzo di tabasco, uno di salsa worchestershire e uno di lime.

Caricate un sifone con del latte di cocco (fatelo scaldare un minuto se dovesse avere dei grumi) e spruzzatelo un bicchierino di succo di pomodoro: avrà la consistenza di una spuma leggera e ariosa.

Marinate brevemente delle code di gambero freschissime con un po’ di lime, olio e sale e pepe. Infilatene due o tre su ogni stuzzichino e serviteli con il cocktail.