Il cornetto ‘stellato’ di Isabella Potì: com’è.

confezione cornetto isabella potì

La vita dello chef è dura. Passi in cucina la maggior parte del tuo tempo, se il ristorante è tuo non ti pagano pure gli straordinari, ma sei tu a doverli pagare agli altri e se alla fine del mese i conti non tornano poi torna in quel posto solo a te. Nessuno capitalizza patrimoni a stare in cucina, ragion per cui quando la multinazionale chiama, lo chef risponde spesso ‘presente’. A quelli che stigmatizzano un approccio del genere ricordo che dal fatturato dello chef non dipende solo la propria economia domestica, ma pure quella di tutti i camerieri, sous chef, lavapiatti, annessi e connessi del ristorante e di tutte le attività che allo chef fanno capo. Fa perciò bene lo chef a rispondere ‘presente’ alla multinazionale? Certo che sì. L’importante è, appunto, farlo bene.

 

Stavolta la multinazionale è Algida e lo chef, anzi LA chef, in questione è Isabella Potì. Già pastry chef (pasticciera per i meno anglofoni) del Bros. di Lecce, una stella Michelin, ora head chef dello stesso ristorante pugliese. Già giudice di puntata a Masterchef. Già conduttrice de Il ristorante degli Chef, non troppo fortunata trasmissione culinaria. Già nei 30 under 30 da tenere d’occhio secondo la prestigiosa rivista internazionale Forbes. Insomma, a nemmeno 24 anni la Potì è già un sacco di cose che gente col doppio della sua età non è ancora. Ed ora ha pure un Cornetto Algida con la sua firma.

 

In una delle meno pubblicizzate operazioni commerciali della storia della grande distribuzione (non si sa bene perchè), Algida affida alla talentuosa pasticcera la personalizzazione di un Cornetto speciale, quello del 60esimo anniversario del leggendario gelato. La Potì risponde con una rivisitazione (urgh, che fitta al cuore) di un suo ‘famoso dolce’ come viene definito sulla confezione dei gelati, di fatto non menzionando il dolce in questione e quindi lasciando il consumatore medio (tipo me) con il senso di incompiutezza nel non sapere quale sia il ‘famoso dolce’ di cui questo gelato è una versione cornettata. Che, se foste curiosi, è l’Uovo Fucking Cold, una spuma di latte con tuorlo marinato, pasta al limone e salsa mou la cui ricetta trovate qui (grazie Fine Dining Lovers!).

 

cornetto isabella potì

 

E quindi, com’è il cornetto? Come questo famoso dolce (?) diventa un famoso gelato? Il gelato è panna gusto vaniglia, ha un cuore di caramello salato, in cima un gel di limone e qualche biscottino (mi raccomando, non esagerate eh, non vorrei strozzarmi con quelle 5 briciole di biscotto). In fondo la leggendaria punta del cornetto è sempre di cioccolato. Però bianco. L’ho trovato molto buono, i gusti sono ben assortiti, i biscotti sono pochi e ne avrei graditi di più, ma in generale il sapore mi piace molto di più del Cornetto classico, che non è uno dei miei gelati preferiti. È molto dolce, ma non da stomacare. In generale equilibrato, almeno finchè non finisci la copertura. Perchè poi, come al solito, è tutto gelato alla panna, panna, panna e anche il caramello, che è l’ultimo ad andarsene, alla fine se ne va.

 

Il gusto Potì resiste per cinque, sei superficiali (nel senso geografico del termine) morsi, poi resta il solito cornetto. La memoria però persiste grazie soprattutto alle sinapsi che collegano il caramello residuo al gusto del limone che fu e quindi, in sostanza, te lo ricordi. Mi piace molto. Per quasi un mese, tuttavia, la notizia della collaborazione ‘stellata’ dell’anno è passata in totale sordina: non un comunicato, non un lancio, non una foto sui social. Poi, da quanto mi segnalano i miei lettori, da pochi giorni l’invasione pubblicitaria televisiva a reti unificate con la bella Potì protagonista. Aspetto di vederlo per giudicare l’operazione. Il gelato, per ora, è totalmente promosso.

 

cornetto algida isabella potì