Crema Pan di Stelle: com’è (in 5 punti)

Nei ricordi di tutti i parenti che mi abbiano avuto tra i piedi per almeno un paio d’ore in tutto, l’immagine della mia infanzia è quella di un bambino con la frangetta, in mutande, seduto ad un tavolo e impegnato a inzuppare dei Pan di Stelle in un bicchiere di spremuta d’arancia. Ero un visionario già all’epoca, anticipando di anni lo sdoganamento dell’accoppiata cioccolato-agrume, anche se in generale passavo più per un pirla. In ogni caso quel biscotto fa parte del mio dna, nel senso che per quanti ne ho mangiati la possibilità che un filamento genetico di frolla al cacao si sia intrecciato al mio corredo di geni è concreta. Pertanto, quando qualche mese fa è stato annunciato l’arrivo di una crema spalmabile al gusto Pan di Stelle ho, letteralmente, perso la testa. L’annuncio ufficiale dell’uscita ha anticipato di qualche giorno l’effettiva disponibilità nei supermercati e lo spettro della depressione ha cominciato ad aleggiare intorno alla mia povera testa stanca e ormai capace di formulare un solo pensiero: Pan di Stelle. Poi, ieri, finalmente l’epifania. Eccola, al centro dello scaffale spalmabili, bella come un dio e già abbondantemente depredata, visto che due delle tre file di barattoli in cui era disposta erano già in serio deficit di unità. L’ho messa nel carrello al rallenty udendo, mentalmente, le note con cui Vangelis ha musicato la scena iniziale di Momenti di Gloria. Sempre al rallenty corro alle casse e poi a casa dimenticando, di fatto, più di metà degli ingredienti della cena. Ma ero, finalmente, vincitore.

Ma bando alle ciance. Ho finalmente assaggiato la Crema Pan di Stelle e sono pronto a darvi 5 fatti sul barattolo più atteso dell’anno.

1-Perchè una spalmabile ai Pan di Stelle
Il marchio di Mulino Bianco negli ultimi anni aveva già dato luogo a un sacco di prodotti correlati di successo: le torte, le merendine, le moon-cake (particolarmente buone, queste ultime), e la lista sembrava finita. A un certo punto, da Alba, arriva una notizia terribile: Nutella ha lanciato una linea di biscotti (per ora solo all’estero) che pare stiano raccogliendo parecchi consensi. Uno sconfinamento importante nel territorio dell’azienda di Parma, che decide di rispondere per le rime con una crema spalmabile, monopolio morale (e finora ancora indiscusso) di Nutella. Tra l’altro anticipandoli sul tempo, visto che i biscotti Nutella (che aspetto come l’invenzione del teletrasporto) non sono ancora disponibili in Italia.

2-Cosa c’è dentro
Gli ingredienti sono, nelle idee dell’azienda, il vero punto forte della crema. Niente olio di palma (forse l’unico punto debole, a livello di comunicazione, di Nutella) ma olio di girasole, nocciole ITALIANE (termine ben evidenziato) e in maggior quantità rispetto alla Nutella (anche se di soli 0,7 punti percentuali), mentre il cacao raggiunge quasi il 10% del totale degli ingredienti mentre la Nutella si ferma a un 7,4. La quantità di latte scremato in polvere non è specificata ma, nell’etichetta, viene dopo al cacao: è probabile quindi che la quantità sia più o meno la stessa in entrambe le creme, ma in termini percentuali è predominante in Nutella, dove infatti l’ingrediente è scritto prima del cacao e appena dopo le nocciole. Barilla punta tutto sugli ingredienti (ecologia, italianità, percentuale cacao) benchè alla fine i valori nutrizionali siano più o meno gli stessi del competitor.

3-Com’è (mangiata col cucchiaino)
Sì, ma quindi? E’ buona, come dovrebbe essere? Avete mai assaggiato una bomba di zucchero al gusto di nocciole e cacao che non sia buona? Ha un colore scuro, che corrisponde al profumo prettamente ‘cacaoso’. E il gusto va nella stessa direzione, più bilanciato tra cacao e nocciola di quanto non sia la Nutella, che da sempre punta tutto sulla seconda. Ragione per cui, da un punto di vista prettamente personale, preferisco il sapore della nuova arrivata: io amo il cioccolato, tutto ciò che è più cioccolatoso di qualcos’altro avrà sempre la mia preferenza assoluta. Così come tutto ciò che è masticabile, e la crema Pan di Stelle, con la sua granella del mio biscotto preferito sbriciolata all’interno, lo è. Con il rischio, ovviamente, di finirne un barattolo al giorno, un cucchiaino dopo l’altro.

4-Com’è (spalmata)
Qui la faccenda si complica, per più motivi. Intanto la Nutella è molto più setosa mentre la Pan di Stelle, vuoi per la granella, vuoi per la diversa proporzione degli ingredienti, è più compatta e si spalma meno bene. Questo ovviamente non è un vero problema perché non stiamo parlando di una soffice mousse paragonata a un blocco di granito, ma va comunque detto. Il problema principale è che la caratteristica più evidente della Pan di Stelle, ovvero la granella di biscotti, sparisce non appena la crema sia accompagnata da qualcosa: da un biscotto, da una fetta di pane, da una fetta biscottata. E’ ovvio che la quantità di granella non possa superare la quantità di biscotto e quindi, inevitabilmente, soccombe. La scelta di cosa spalmare sul pane torna a basarsi unicamente sul proprio schieramento nell’eterna lotta tra cacao e nocciole, con la differenza che le seconde hanno una spalmabilità unica dalla loro parte.

5-E quindi?
E quindi si torna all’inizio, cioè che la battaglia, al netto di qualche eventuale schieramento a prescindere sull’olio di palma o sull’italianità delle nocciole (ammesso e non concesso che quelle di Nutella siano estere), si gioca su tre campi: affetto personale, gusto e utilizzo. Dove sta il vostro cuore di bambini: su una fetta di pane e Nutella o su un Pan di stelle pucciata nel latte? Cosa preferite: cacao e nocciole? Come la mangiate: su una fetta di pane (vedi Nutella) o magari in una coppa di gelato, per cui invece Pan di Stelle e la sua croccantezza è sicuramente più stuzzicante? Della Nutella sappiamo tutto e non mi dilungherò, mentre la neonata crema Pan di Stelle ha senz’altro tutte le carte in regola per un futuro luminoso: bellissimo packaging, nessun evidente squilibrio a livello gustativo, ingredienti ‘in regola’ e il bonus granella. E, soprattutto, molto buona.