Curry Tonkatsu di Coco Ichibanya

Il titolo è criptico, è vero. Se non sapeste che questa pagina parla di cibo potreste pensare che siano i nomi delle due protagoniste giapponesi della versione giapponese di Sex & The City, che vista la propensione del giapponese verso tutto ciò che non sia ‘lavoro’ potrebbe benissimo chiamarsi Work & The City. O Work & The Work. Il fatto è che si compone di tre concetti che in giappone hanno un valore più che sacrale: il Curry, il Tonkatsu e Coco Ichibanya.

Partendo dal fondo, Coco Ichibanya è la più famosa catena di curry houses nipponica, l’ambasciatore nel mondo di uno dei piatti più cucinati nelle case giapponesi, dove sushi e compagnia bella non trovano spazio: il curry. Introdotto nelle isole dagli inglesi tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento sotto forma di miscela di spezie, quella che gli stessi inglesi in India si facevano preparare già miscelata per spedirla poi in patria (e la stessa che, con piccole differenze, compriamo nei barattolini di vetro al supermercato), il curry nipponico (lo troverete sui menu come Kare) ha avuto un successo incredibile dal momento in cui a qualche genio è venuta in mente l’idea di vendere la miscela in barrette, unita a grassi vari e a farina, in modo da offrire al pubblico un ‘roux’ già pronto da unire a uno stufato molto liquido. Il roux addensa il brodo e in 5 minuti dà vita a un cremosissimo curry, appunto, senza richiedere nessuna particolare abilità. Ed è così che, entrando in un supermercato di Tokyo, è facile venire sommersi da queste coloratissime scatolette che promettono gustosi curry a qualsiasi grado di piccantezza.

Tornando da Coco Ichibanya, uno dei bestseller incontrastati è il Tonkatsu, una croccante cotoletta di maiale impanata nel panko di origine coreana, servito con un litro di salsa di curry. E’ il prototipo del comfort food giapponese, completo e pieno di umami. Nel prossimo appuntamento di ‘Cuciniamo un viaggio’ impareremo a realizzare la miscela di spezie e il roux da zero, ma per stavolta procuratevi una barretta di ‘Golden curry’ e vi sentirete, comodamente e completamente, giapponesi per una cena.

Ricetta del Curry Tonkatsu (x 3 persone)

Ingredienti

4 etti di cappello del prete (manzo) a cubetti
1 cipolla grossa
2 carote
1 patata grossa
2 o 3 foglie d’alloro
500 ml d’acqua
sale e pepe
1 tavoletta di curry giapponese da 92 grammi (online si trovano quelle da 220gr https://bit.ly/2I8WXV3, usatene solo 5 cubetti)

6 fette di lonza di maiale alte 2 cm
2 o tre uova
farina di riso
150 gr di panko (o pan grattato)
Olio di arachidi per friggere

Procedimento

Salate e pepate la carne e fatela caramellizzare in olio ben caldo, quindi mettetela da parte con tutti i suoi succhi. Nella stessa casseruola e con ancora un po’ d’olio fate caramellizzare la cipolla a dadini per una decina di minuti, poi aggiungete carote e patate tagliate della stessa dimensione della carne, aggiungete l’alloro, rimettete la carne e coprite d’acqua. Ora fate sobbollire lentamente, coperto, per 60 minuti. Trascorso questo tempo, filtrate il brodo (con carne e verdure potete fare polpette o altro a fantasia), quindi riportatelo sul fuoco e aggiungete la tavoletta di curry, mescolando a fuoco lento come per fare una besciamella. Quando la salsa avrà una consistenza densa (ma non troppo) spegnete il fuoco e tenete al caldo.

Per i tonkatsu, battete bene le fette di lonza di maiale col dorso del coltello orizzontalmente e verticalmente, quindi con le mani riportatele alla dimensione originale. Salatele e pepatele, quindi passatele nella farina di riso, poi nell’uovo e quindi nel panko. Friggetele in olio d’arachidi a 180° per 5 minuti, quindi adagiatele in posizione verticale su una griglia di ferro e fatele riposare per qualche minuto, e al momento di servirle friggetele di nuovo per un minuto.

Servite sopra un letto di riso, ricoprendo le cotolette con la salsa di curry. Sayonara!