E l’influencer vegana mangiò il pesce fritto

Rawvana, influencer vegana e crudista

E quindi la youtuber vegana e crudista mangia pesce fritto. La cosa farebbe ridere per molti motivi ma alla fine, per tanti altri, fa solo schifo. Se non l’avete già letto ovunque (e già il fatto che sia ovunque è emblematico) c’è questa Rawvana che su Youtube ha quasi 3 milioni di follower, ai quali propone uno stile di vita basato su un’alimentazione vegana con tendenze crudiste. In modo peculiare nel suo nome d’arte c’è la parola Raw che significa crudo, ma poi cuoce i peperoni in padella. E vabbè, direte voi. La coerenza non è di questo mondo.

Poi succede che mentre sta in vacanza a Bali e si spaparanza a un bel tavolo, immagino, pieno di belle candele di cera in un’atmosfera festosa e arriva in tavola un piatto di pesce fritto. Un’amica fa una diretta su Instagram e nel video chi c’è? Rawvana, ovviamente. Che si scofana beata un pescetto bello unto, bello croccante. Quando Yovana, che poi non si capisce perchè si faccia chiamare Raw se cuoce la roba, se ne accorge è troppo tardi. La shitstorm è partita. Insulti, minacce, violenza verbale. Il solito menù all inclusive, la solita pizza quattro stagioni.

Lei si scusa in lacrime in un lungo video dicendo che ha avuto un sacco di problemi di salute, tipo menopausa a vent’anni e infezioni varie, e il medico l’ha obbligata a mangiare carne, detta in modo semplice. I fan increduli le domandano, a questo punto, come abbia potuto proporgli uno stile di vita gravemente nocivo spacciandolo per salutare. E questo è un altro tema, che non mi sento tuttavia di affrontare perché non sono un nutrizionista, né un medico. Per lo stesso motivo sarebbe stato molto meglio che non lo affrontasse nemmeno lei che, a quanto risulta dai pochi dati disponibili, non è una nutrizionista, né un medico.

Quindi, archiviando brevemente il motivo per cui questa storia è divertente (e cioè vegana e crudista = pesce e fritto), restano le ragioni dello schifo.
La prima è la violenza dei commentatori, che non è certo una novità ma che è assurdo, come stanno facendo in molti, ascrivere e connota con una matrice di estremismo vegana. Vorrei farvi leggere cosa, nel mio piccolo, mi hanno scritto quando ho parlato positivamente degli spaghetti alla bolognese, a riprova che l’ignoranza non ha colore né fazione.

La seconda è l’ipocrisia dei guru, ma non la scopriamo mica oggi. Nel mondo delle diete e dei ‘lifestyle’ salta una testa ogni due giorni, e questo perchè chi affronta l’argomento non solo è spesso fortemente impreparato, ma anche perchè altrettanto spesso lo fa perchè le diete ‘fatturano’. Vegani, crudisti, paleolitici, ketogenici e compagnia bella. Avete mai visto uno diventare milionario perchè ti consiglia di mangiarti una pizza ogni tanto, e una bistecca quando ti va? Io no. Le diete estreme governano invece la psiche di milioni di insoddisfatti che sacrificano volentieri il portafogli sull’altare della salute. Trovando magari poi altro.

La terza è una conseguenza di quest’ultima ed è la più importante. Smettiamola di affidare la nostra salute e il nostro corpo a santoni, geni incompresi, taumaturghi radiati dall’ordine dei medici o, peggio ancora, influencer con la terza media. Affidiamola a professionisti che, come dovrebbe essere noto ma purtroppo pare di no, non esercitano su Instagram ma all’interno di studi medici e, in generale, alla parete hanno una laurea appesa. I 3 milioni di persone che seguono Rawvana sono esposti quotidianamente a indicazioni senza fonti, spesso fai da te e, come abbiamo visto nel suo caso, anche potenzialmente nocive.

E infatti la quarta ragione è questa: onestamente non credo (ma non sono un medico) che una dieta vegana possa fare così male come la tizia dice che abbia fatto a lei. Le sue scuse sembrano un modo ingenuo di giustificarsi ma sono invece la cosa più grave di tutte. Perchè, se fosse vero quello che dice, avrebbe volontariamente proposto ai suoi follower un’alimentazione che causa gravi problemi di salute. Da ogni parte la si guardi, una storia assurda che rischia di fare malissimo a un serio discorso sulle nostre insostenibili abitudini alimentari. Un macello, insomma. Però vegano.

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