Jambalaya di Johnny B. Goode

Il principale motivo per cui la mia piccola Senigallia si trova ad essere conosciuta nel folto panorama di belle cittadine italiane (anche se Senigallia è più bella) è il Summer Jamboree. Ideato e organizzato ormai da 17 anni dall’infaticabile Angelo, il Summer Jamboree, qualora non lo conosceste, è un festival fichissimo di musica e cultura anni ’40 e ’50, che per una decina di giorni di agosto trasforma la tranquilla Senigallia in un turbinio di Bentley, Harley Davidson, ragazze col costume intero e gente pettinata come Elvis con la collanina di fiori al collo, pary hawaiiani in spiaggia e un numero imprecisato ma comunque molto grosso di concerti, bancarelle, mostre ecc. Se non fossi prolisso direi solo che è una figata, ma sono prolisso e quindi ci tenevo a dirvi quanto fosse una figata.

Io ho lavorato nell’organizzazione per qualche anno e insomma, a un certo punto, ogni anno c’è il concertone del mega ospite. Persi gli Stray Cats e Jerry Lee Lewis per motivi che non ricordo, ma che col senno di poi saranno sicuramente stati delle cazzate, il terzo anno viene fuori che il super ospite è Chuck Berry. Vecchiolino, un po’ traballante, ma è proprio Chuck Berry, l’uomo che tra gli innumerevoli fatti di poco conto che gli si possono attribuire ha l’invenzione del rock n roll e di Johnny B. Goode, il ragazzo che viveva in una baracca di legna ‘way down Louisiana, close to New Orleans’. Notizia meravigliosa ma ancora di poco conto se paragonata a ciò che successe quella sera.

Il mio amico Piero, batterista rock n roll che gira vestito anni ’50 anche negli altri 355 giorni dell’anno in cui non c’è il Summer Jumboree, è un fan clamoroso del suddetto Chuck Berry. A due giorni dal concerto l’organizzazione del festival riceve una chiamata dal manager della rock star dicendo ‘il batterista si è rotto il braccio, trovateci qualcuno in loco o annulliamo il concerto’. L’organizzatore chiama il mio amico Piero chiedendogli se se la sentisse di suonare con Chuck Berry. Il mio amico Piero passa qualche ora in rianimazione, ma alla fine accetta e diventa, anche se per una sola notte, il batterista di Chuck Berry. Finito il concerto, ovviamente grandioso, andiamo allo stand gastronomico per ammazzarci di Jambalaya, il piatto della Louisiana per eccellenza, in onore suo, di Chuck e soprattutto di Johnny B. Goode, che se il cantante di St. Louis non ci ha mentito, di Jambalaya nella sua New Orleans ne avrà mangiato a pacchi.

Per dimostrarvi che non invento palle, ecco una foto che testimonia l’accaduto.

Ricetta della Jambalaya (x 3 persone)

In una casseruola di medie dimensioni fate arrostire 1 etto di bacon tagliato a striscioline. Quando sarà bello scuro e sfrigolante rimuovetelo e tenetelo da parte, e al suo posto mettete 150 gr di pollo e 150 di salsiccia mescolandoli con un cucchiaino di miscela di spezie cajun (potete comprarla oppure, per un risultato migliore, farla da voi con le dosi che trovate in fondo a questo post). Fate abbrustolire per bene le carni, magari aiutandovi con un filo d’olio d’arachidi, quindi toglietele dalla pentola e unitele al bacon. Ora sempre nella stessa casseruola mettete uno scalogno tagliato fine, un gambo di sedano a dadini e un peperone verde, sempre a dadini, e fateli appassire per qualche minuto. A quel punto unite il bacon e le carni, 100 gr di prosciutto cotto a dadini, un barattolo di polpa di pomodoro, mezzo litro di brodo di carne (o di pollo, o entrambi) e un altro cucchiaino di miscela cajun e portate a bollore. Quindi aggiungete 300 gr di riso (in generale si usa un chicco lungo tipo basmati, io avevo in casa del vialone ed era perfetto uguale), date una bella mescolata (perchè poi non dovrete mai più mescolarlo finchè non sarà pronto) e fatelo sobbollire semicoperto per 15 minuti, o finchè il riso non sarà cotto. Prima di servire, aggiungete un altro cucchiaino di spezie cajun, mescolate e servite spolverato con mezzo peperoncino cayenna rosso tagliato a fettine e un po’ di erba cipollina.

Ricettina della miscela di spezie cajun (un barattolo)

2 cucchiaini di cipolla in polvere
2 cucchiaini di aglio in polvere
2 cucchiaini di origano secco
2 cucchiaini di basilico secco
1 cucchiaino di timo secco
1 cucchiaino di pepe nero
1 cucchiaino di pepe bianco
1 cucchiaino di peperoncino di cayenna
4 cucchiaini abbondanti di paprika
3 cucchiaini di sale

Se avete tutto in polvere, miscelate le spezie con un cucchiaino. Altrimenti, macinate prima quelle intere e poi unitele a quelle già polverizzate.