Kubba Hamuth

Erbil è una città dove i fantasmi della violenza che scuote l’Iraq sembrano smarrirsi nelle vie trafficate, nella schiera infinita dei taxi disposti ad offrirgli una corsa, nei locali che ammiccano all’occidente come all’amica avvenente della sorella maggiore. Anche tu, alla fine, accetti il fatto che i problemi, purtroppo e per fortuna, restano fuori dalla cinta dei quartieri residenziali e ti lasci coinvolgere dai profumi del bazar, dagli schiamazzi dei caffè dove una volta si faceva la rivoluzione, dai forni piantati sul marciapiede come fossero cespugli di bossi. A Erbil il Kubba è il simbolo della tradizione che resiste al tempo e alle macerie, è la zuppa calda che ti tiene insieme le ossa e insieme la polpetta della nonna per cui ha senso faticare fino a domenica. Ogni famiglia, ogni città ne ha una versione differente e originale, in un meraviglioso campanilismo che non ha bisogno di chiese. E che sopravvive pulsante anche quando molto del resto sembra condannato a spegnersi.