Le polpette emozionanti (TM)

Questi sono tempi in cui il linguaggio televisivo ci ha educati ad inseguire sempre e ovunque le emozioni. Di un cantante non si dice più ‘è bravo’ o ‘è stonato come una campana’, si dice mi ha emozionato. I salotti pomeridiani sono farciti di gente con vite di merda o criminali incalliti o individui la cui unica peculiarità consiste nell’averci qualche parte del corpo gonfia di plastica la cui storia però, non si sa come, emoziona il conduttore. A Masterchef i concorrenti si emozionano se Bastianich gli dice ‘tuo piatto non fa proprio proprio cagare’, occhi lucidi e giù il piantino. Da ciò si deduce che, al netto di tutto, siamo disposti e propensi ad emozionarci per qualsiasi cosa. Non che io sia un’eccezione, tutt’altro. Ho avuto la pelle d’oca davanti a un nigiri a Kanazawa. Ho fatto una lacrimuccia al cospetto di un controfiletto del mio macellaio di fiducia. Di questo passo finirò a piangere come una fontana al banco dei peperoni, ma la verità è che si è più inclini ad emozionarsi davanti alla raffigurazione della propria passione, più che per una più generica ‘perfezione’. ‘Col cuore’, insomma.

Allora ieri ho pensato a un futuro freddo e distopico, in cui nulla di ciò che ci circonderà sarà più in grado di scuotere il nostro animo, e ho provato a vedere se in questo futuro io sarei capace di auto-emozionarmi con una spesa di dieci euro al supermercato. E questa polpetta ha provato che sì, come direbbe il giovane dottor Friedrich Frankenstein (si pronuncia frankenstin), ‘si può faaaare!’. Ecco come, con una semplice polpetta al sugo:

CIPOLLA CARAMELLATA. Niente uova né pane ammollato, la loro combinazione trasforma la piccola sfera di carne in una micidiale palletta gommosa di quelle che si comprano al dispenser a 50 centesimi e che finiscono per frantumare, in una sciagurata catena di rimbalzi, l’acquario della zia. Per dare consistenza e sapore emozionanti sostituiteli con una mezza cipolla tagliata, caramellata e frullata.

FRIGGI E ANNEGA. Buttare la vostra polpetta crudo nel sugo la condannerà a rattrappirsi inesorabilmente, privandola della sua proverbiale tenerezza. Perciò la friggerete in abbondante olio, prima, e poi la tufferete in una piscina di salsa di pomodoro. Quale?

POMODORI ARROSTO. Niente passata pronta, amici. Il sapore della polpetta dev’essere magnificato dal suo companatico, e a mettere in forno una decina di pomodori mentre fate tutto il resto non ci vuole niente. Ed è subito poesia.

RICETTA DELLA POLPETTA EMOZIONANTE (per tre)

In una teglia fate arrostire un chilo di pomodori belli con due o tre spicchi d’aglio, sale, pepe e un filo d’olio, in forno a 180 per 40 minuti. Tirateli fuori e frullateli insieme a qualche foglia di basilico.

Tagliate mezza grossa cipolla rossa a dadini e fatela caramellare con tre cucchiaini di zucchero di canna, sale e olio in un pentolino. Quando è tenera frullatela col pimer e unitela a 750 gr di macinata di manzo e maiale in parti uguali (se ve la fate in casa scegliete biancostato per il primo e spalla o coppa per il secondo), 100 gr di grana grattugiato, 100 gr di pangrattato, uno spicchio d’aglio e un mazzetto di prezzemolo tritati, un filo d’olio, sale e pepe. Lasciate riposare una ventina di minuti in frigo e poi fate le polpette e friggetele in una pentola larga con un dito di olio di semi finché saranno ben colorite, poi scolatele.

Ripulite la pentola dall’olio e buttateci dentro il sugo di pomodori, portatelo a ebollizione, aggiustatelo di sale e di zucchero (di quest’ultimo circa 1 cucchiaino) e abbassando il fuoco buttateci dentro le polpette finché il sugo non si riduce a 2/3 della quantità originale.
E poi emozionatevi.