Maafe, stufato maliano con burro d’arachidi. La ricetta!

maafe mali stufato ricetta

Difficoltà:

TEMPO:

180'

Dose:

Ingredienti

  • 1 kg

    polpa di manzo (tipo cappello del prete)
  • 6 cucchiai

    burro d’arachidi
  • 250 gr

    carote
  • 250 gr

    patate
  • 2

    pomodori
  • 1 grossa

    cipolla
  • 5 spicchi

    aglio
  • Un mazzetto

    prezzemolo
  • Due rametti

    timo
  • 1 cucchiaio raso

    pepe bianco
  • 1 cucchiaio raso

    paprika
  • 1 cucchiaino

    peperoncino in polvere
  • 1 litro

    brodo di carne o di pollo
  • 250 ml

    acqua
  • Qb

    sale e pepe
  • Per guarnire

    code di cipollotto e arachidi

Timbuctù. Se fossi un radical chic ferrato in clichet e sparate da conversazione alta, direi che uno dei miei più grandi rimpianti è non aver avuto la possibilità di vedere Timbuctù ai tempi del suo splendore. Invece sono un onesto e dico che la prima volta che l’ho sentita nominare è stata alla prima proiezione de ‘Gli Aristogatti’, nella scena in cui il perfido maggiordomo Edgar, dopo una rocambolesca lotta con i gatti della band di Romeo, chiude la povera famiglia felina in un baule esclamando ‘Andrete tutti a Timbuctù, fosse l’ultima cosa che faccio in vita mia!’. Alla fine a Timbuctù ci finisce proprio il cattivone, e non è che gli vada proprio benissimo.

Perchè Timbuctù, considerata una delle sette meraviglie del mondo moderno, sta in Mali, una terra povera, desertica, martoriata da conflitti etnici e religiosi, un posto da cui persino l’Onu ai tempi è scappato a gambe levate. Ci sono i ribelli, c’è il jihad al nord, c’è la fame e uno stipendio medio che supera a stento i tre dollari al giorno. Eppure un tempo Timbuctù era florida, snodo strategico tra il commercio fluviale e quello terrestre, un posto cantato da poeti e scrittori. Oggi poco e nulla. Tranne il Maafe.

Che è un’antica ricetta maliana, passata di mano in mano, di famiglia in famiglia fino a estendersi un po’ a tutta l’Africa occidentale. E’ un po’ lo zighinì della west coast, se vogliamo essere trendy. Uno stufato di carne, senza andare troppo sul sottile sulla tipologia, visto che non in tutto il mondo c’è il supermercato in cui scegliere tra manzo, pollo e agnello. Una salsa di pomodori speziata, profonda e ricca. Perchè dentro c’è il burro d’arachidi, una delle poche cose di cui quella zona del mondo è generosa. Che, se non finiscono negli snack della prima classe sui nostri lussuosi treni veloci, finiscono in un maafe. Dove, per la cronaca, stanno infinitamente meglio.

Procedimento

 

-Tagliate a cubi la polpa di manzo, salatela e pepatela e fatela soffriggere in una casseruola con dell’olio d’arachidi, a lotti, per non affollare il recipiente.

-Nel frattempo, frullate insieme i pomodori, l’aglio, il prezzemolo, il timo e mezza cipolla per fare una salsa.

-Quando la carne sarà ben sigillate e abbrustolita, rimuovetela dalla casseruola e tenetela da parte.
-Mettete nella casseruola l’altra metà di cipolla tritata, e quando sarà appassita aggiungetegli la salsa precedentemente preparata, il pepe bianco, la paprika e il peperoncino e fatela cuocere per una decina di minuti.

-Quindi riaggiungete la carne, il brodo e il burro d’arachidi, mescolate bene e fate cuocere semi-coperto, a fuoco lento per un ora e mezza.

-Trascorso questo tempo, aggiungete le carote tagliate grosse e fate cuocere per altra mezz’ora. Quindi aggiungete le patate, tagliate come le carote, e l’acqua e fate cuocere per l’ultima mezz’ora.

-La consistenza dello stufato dev’essere cremosa, quindi nel caso fatelo cuocere scoperto ancora qualche minuto. Fate riposare un quarto d’ora e poi servite cosparso di arachidi e, se le avete, le code di cipollotto.

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