Menù della vigilia, pochi ma buoni(ssimi)

Ed ecco il mio menù per la vigilia di Natale! Mancano pochi giorni, ma tanto il pesce fresco arriva domani mattina e quindi avete tutto il tempo di copiare gli appunti sul bloc notes prima di accamparvi fuori dall’uscio del pescivendolo alle 7 di mattina come quando esce l’Iphone nuovo. Il cenone della vigilia è un momento topico, perchè non solo dalla sua riuscita dipende la vostra credibilità come cuochi per il resto dell’anno, ma è anche disseminato di insidie che crescono con l’aumentare dei convitati ed è assolutamente necessario prevenire. Ecco le 10 cose che possono andare storte:

-decidete di fare tutto espresso: servite l’antipasto dieci minuti prima della messa di mezzanotte

-decidete di preparare tutto prima: sarà tutto riscaldato e tanto valeva comprare il pacco in gastronomia

-esagerate con le portate: mangerete la cena di natale fino a capodanno

-lesinate sulle portate: la nonna va a prendere il kebab perché la fame sta rendendo tutti cannibali

-pesce surgelato per andare sul sicuro: saprà tutto di plastica

-pesce fresco per andare sulla qualità, ma dal pescivendolo sbagliato: anisakis per tutti

-fate roba strana: la zia vi scomunica

-fate roba troppo classica: il cugino food blogger vi sputtana su Facebook

-fate roba troppo complessa: dovete prendervi una settimana di ferie per pulire

-fate roba troppo semplice: vi vorranno tutti bene uguale, ma l’anno prossimo troveranno un altro parente da cui invitarsi

Per scongiurare tutto questo, ecco le mie umili e personalissime suggestioni per un menù a prova di vigilia. Già da vedere è carino, no?

Cocktail e Gamberi: antipasto fresco e originale, potete preparare il cocktail in 10 minuti al pomeriggio, e invece di sifonare il cocco, se non vi va, versatelo semplicemente sopra al succo di pomodoro come per aggiungere la panna a un Irish Coffee.

Gravad lax: Natale è Salmone. E preparandolo due giorni prima, la sera della vigilia dovrete solo affettarlo.

Crostini di polenta con baccalà ‘veneto alla seconda’: qualora non impazziste per le cruditè, uno snack caldo che fa subito fondo nello stomaco.

Il risotto con la triglia: cavolfiore, zafferano, panna di mandorle e la regina dei pesci. Primo di grande effetto, ottimo anche come piatto unico in caso di tavolate di inappetenti.

Roastbeef di tonno con verdure: preparazione? 5 minuti. Cottura? Pochi di più. E poi quella fetta è più rossa del vestito di babbo natale.

Salmone alla sefardita: dai creatori di ‘tutto in una teglia, amico pigro!’ un piatto la cui massima difficoltà è non dimenticarselo nel forno.

E di dessert, finalmente, il pezzo forte: andate in pasticceria. Sono più bravi di voi e vi risparmiano un pomeriggio immersi misurini, bilancini, cucchiaini ed improperi che rovinerebbero di certo lo spirito natalizio.