Se fai ravioli con la panna, non dare lezioni di italianità

È successo di nuovo. Ogni 6/12 mesi arriva dall’estero, generalmente dalla Francia o dall’Inghilterra, la notizia di un cuoco italiano che sbrocca. Ci sta, è un mestiere faticoso e i clienti ci mettono del loro, specie se tu consideri la tradizione culinaria nazionale leggermente al di sopra di un testo sacro e qualcuno ti fa una richiesta che, di primo acchito, ti causa del fastidio. ‘Non voglio la pasta al dente!’, e tu che gli dici? Gli provi a spiegare che scotta fa schifo, ma poi sei un professionista e il cliente non è un tuo parente che puoi coprire d’insulti come l’ultimo dei bifolchi, e quindi alla fine gliela fai. Quando così non succede, quando il cuoco pur di non mettere delle polpette nei tuoi spaghetti preferirebbe indossare un cinturone di candelotti di dinamite e farsi saltare in mezzo alla sala, nascono delle querelle che poi occupano la colonnina destra della stampa internazionale. Questa settimana è successo a Londra, ma la vicenda è più surreale del solito e, stavolta, il cuoco ha torto marcio.

Siamo al Maximo Italian Bistrot, zona Elephant & Castle, riva sud del Tamigi. Un cliente ordina un primo piatto di pesce, lo assaggia, ha la percezione che manchi qualcosa. Chiede quindi al cameriere di portargli un po’ di parmigiano, e in cambio riceve uno sguardo ‘sconcertato’. Il cameriere gli risponde che non glie lo porterà, perchè non si mette il formaggio sul pesce. Il cliente non riceve il formaggio, è allibito, così tanto da richiamare il ristorante una volta raggiunto l’hotel. Il cameriere non abbandona la sua posizione e gli risponde che MAI gli avrebbe portato il formaggio, nemmeno se avesse insistito. Risultato: una recensione da una stella su Tripadvisor. Alla quale però, stavolta, risponde il cuoco. E la risposta, come si dice in questi casi, fa il giro del web. Intanto definisce la richiesta del cliente ‘Stupida e oscena’, per poi passare a snocciolare quelle che, secondo lui, sono le REGOLE BASE della cucina italiana.

A sinistra la recensione del cliente, a destra la risposta del ristorante

Traduco integralmente:

MAI chiedere una pizza con l’ananas

MAI mettere panna nella carbonara

MAI chiedere una pasta Alfredo (chi è Alfredo comunque?)
MAI mettere del pollo in un’arrabbiata

E, ultimo ma non ultimo, MAI MAI MAI CHIEDERE DEL FORMAGGIO SU UN PIATTO DI PESCE.

Regole semplici come l’ABC.

Fortunatamente non ho rovinato il tuo piatto con del formaggio, dovresti ringraziarci per questo.

In ogni caso, capisco che la tua stranezza non conosca limiti, quindi ci sono un sacco di finti ristoranti italiani gestiti da pazzi avidi e senza coscienza che permettono ogni tipo di abominio.

Capito? Massimo è uno duro, non ha tempo da perdere con dei coglioni. Lui fa la vera cucina italiana, mica quella merda che servono negli altri ristoranti gestiti da ‘pazzi avidi senza coscienza che permettono ogni tipo di abominio’. La notizia fa il giro del mondo è i commenti sono equamente divisi tra chi ritiene il cuoco un eroe della patria e chi un pirla. Io propendo per la seconda soluzione, e vi spiego perchè, partendo dal ‘piatto di pesce’ della discordia. Eccolo qui.

I ravioli che nuotano nella panna su cui ‘non mettere il parmigiano’

Il cameriere ha deliberatamente impedito di mettere il formaggio su questi ravioli di granchio, serviti con una salsa di salmone affumicato e pieni di panna. Non su una linguina allo scoglio, non su uno spaghetto alle cozze: su un paciugo con pesce norvegese affumicato e abbondante quantità di grassi animali. La quintessenza della non italianità, calorico e in cui il gusto del pesce è già abbondantemente sommerso dall’affumicatura, presumibilmente industriale visto il costo esiguo del piatto, e dalla panna. Per dire, il parmigiano ce l’avrei messo anch’io. Un piatto del genere, comunque, nel menù di un ristorante di quelli che a questo punto si autodefiniscono ‘eroi della patria’ non ce l’avrei nemmeno messo. E tra l’altro è in buona compagnia: due o tre chicche del suo menù che mi fanno venir voglia, sulla falsa riga della delirante risposta dello chef, di dare a mia volta una lezione d’italianità a lui.

Garlic bread, bolognese, prezzemolo sull’amatriciana: viva l’Italia!

-Se vuoi fare l’italiano integralista, NON servire garlic bread. Il garlic bread, ovvero una specie di focaccia coperta di aglio, formaggio, e prezzemolo, è il simbolo della NON cucina italiana inventata all’estero, ben più della pasta Alfredo che tanto disprezzi. Chi di voi ha mai trovato una cosa del genere ad attenderti nel cestino del pane dalle Alpi alla Sicilia? Io no.

-Se vuoi fare l’italiano integralista, NON mettere il prezzemolo sull’Amatriciana. È uno dei pochi piatti codificati e depositati della nostra nazione e, per quanto a me interessi poco, a te invece sembra interessare tantissimo. Quindi togli quel prezzemolo, che metterlo dappertutto pensando sia italiano è proprio tipico dei pazzi avidi che insulti.

-Se vuoi fare l’italiano integralista, NON cucinare Spaghetti alla bolognese. Non è la stessa storia? Una ricetta italiana per buzzurri, crucchi, ignoranti. Almeno ai tuoi occhi. Il fatto che qualcuno di intelligente stia provando a cambiare la loro percezione non dovrebbe interessarti, visto che invochi legioni di zdore bolognesi a tirare mattarellate in testa a chi ordina qualcosa di sbagliato.

-E, ultimo ma non ultimo, NON trattare male i clienti gratuitamente. Se c’è qualcosa che tutto il mondo ci invidia, come popolo, è la nostra rinomata ospitalità nei confronti dei turisti, dei clienti, dei viaggiatori. Non rovinare anche questo: hai già fatto abbastanza con la panna nel pesce e col prezzemolo nell’amatriciana.