La terribile dieta del minestrone

Non so se avete mai avuto una fidanzata che ha deciso, a un certo punto della sua vita (che di solito si colloca esattamente dopo l’epifania), di intraprendere la dieta del minestrone. Io sì, e sono a raccontarvi una storia di stenti che spero non debba accadere anche a voi.

In pratica succede che il maledetto Google, dopo una ricerca con parole chiave che vanno da ‘natale-mangiato-troppo’ a ‘digiuno-eremitico-estremo’, restituisce alla suddetta fidanzata, tra i primi risultati in cima, una sedicente miracolosa dieta del minestrone. E lì, aprendo la pagina, un personal trainer che presumo pompatissimo di steroidi e di altre cose che fanno molto male racconta alla vostra fidanzata che deve mangiare solo cose che fanno molto bene, a differenza sua che continua a pomparsi di steroidi. In questo caso le cose che fanno molto bene sono, in ordine sparso, acqua calda e verdure. Ma va!

Attenzione, non tutte le verdure, ma solo una ristrettissima rosa di ortaggi tra i quali, ovviamente, non figurano legumi, carote, zucca e via dicendo, insomma tutte le cose che metteresti in un minestrone per lasciarti almeno una scelta davanti al famoso bivio ‘o mangi la minestra, o salti la finestra’. E non essendo contemplato l’olio, né nessun altro tipo di grasso animale vegetale o sintetico (no, nemmeno l’olio per motori), la finestra, prima di metterti a preparare il suddetto minestrone, sembra così inesorabilmente vicina. Il mio istinto di sopravvivenza, tuttavia, mi ha spinto a trovare una soluzione. E l’ho trovata, e per questo vi racconto come imbandire dei fantastici minestroni SENZA grassi, SENZA verdure zuccherine e SENZA che dobbiate passare delle ore con la pentola sul fuoco, visto che questo minestrone, con l’ausilio di una fantastica pentola a pressione, cuoce solo in otto minuti.

1-Le verdure: la nonna ci ha insegnato che tutte le verdure fanno bene, ma la fidanzata non vi crederà, e vorrà che il suo minestrone sia composto da un tot di verdure (diciamo 6 o 7) tra quelle qui elencate: cipolla o scalogno, porro, sedano, zucchine, barbabietola, rapa, finocchi, cavolo, cavolfiore, cavolo nero, romanesco, broccoli, spinaci e in generale fogliame, peperoni e pomodoro (incredibile!). Vi suggerisco due combinazioni:

a) un porro, 2 gambi di sedano, 2 zucchine, 1 barbabietola, 2 pomodori, un mazzo di foglie di cavolo nero, 1 broccolo
b) due scalogni, due gambi di sedano, mezzo cavolo, mezzo romanesco, un mazzo di foglie di cavolo nero, 1 broccolo, 1 rapa di chioggia

2-Il condimento: dimenticate ogni tipo di grasso. La via per dare un senso a questo minestrone sta nella miscela di sale, spezie, erbe aromatiche e, ahimè, un po’ di glutammato o un buon dado. Il glutammato non fa male e nemmeno il dado, ma so la reazione che susciterà questa proposta a quelli che fanno i fighetti e che non usano il dado nemmeno per rinforzare un minestrone. Trovate la vostra via, ma io vi suggerisco di aggiungere due cucchiai di sale grosso, un dado vegetale BUONO in un litro d’acqua, un cucchiaino abbondante di erbe di provenza, un cucchiaino di paprika affumicata, due foglie di alloro e qualcuna di basilico, abbondante pepe. E’ una buona mistura universale da minestrone, il risultato sarà sorprendente (almeno visto il concetto di partenza)

3-La cottura: il minestrone è noto per stare ore sul fornello della nonna a spargere il suo mefitico odore di vecchiaia per tutta la casa, e noi sovvertiremo quest’assioma. Intanto perché la nostra miscela aromatica ha un profumo fantastico, e in secondo luogo perché cuoceremo il minestrone per soli 8 MINUTI! In una pentola a pressione da almeno 4,5 litri, mettete insieme tutte le verdure, tutti gli aromi e l’acqua, accendete il fuoco alto e date una mescolata. Quindi chiudete con il coperchio a pressione (se ne avete uno regolabile scegliete la pressione bassa, altrimenti dovrete regolarvi da soli con la vostra pentola, ma in generale dovrebbe andar bene) e, da quando inizierà a fischiare, contate 8 minuti. Passati gli 8 minuti, non toccate la pentola ma, semplicemente, spegnete il fuoco e lasciatela lì. Dopo un quarto d’ora, fate sfiatare l’eventuale pochissimo vapore rimasto, e il vostro minestrone miracoloso è pronto per mietere vittime tra le povere cellule dei nostri tessuti adiposi. Sigh.