Uovo al porro fondente e tartufo, così

Ognuno nella vita ha le scocciature che non si merita. Io mi sono trovato, mio malgrado, una bella gatta da pelare dritta tra capo e collo: due tartufi bianchi da almeno quaranta grammi l’uno in un colpo solo. Che sfiga, vero? La vera scocciatura comunque sta nel fatto che il tartufo lo devi evadere alla svelta, tipo una pratica urgente, perché quello bianco non può stare in frigo più di qualche giorno pena lo spreco del suddetto e la conseguente decapitazione in pubblica piazza.

E così fai il tagliolino al tartufo, che buono. E così fai il risotto al tartufo, pazzesco. E poi? E poi hai bisogno di un po’ di proteine, altrimenti facciamo il pieno di glutine e carboidrati e poi la mamma ci sgrida. Non avendo un gran pezzo di carne tra le mani, intendo qualcosa che sarebbe perfetto ridurre a tartare o a carpaccio e poi annaffiarlo di tartufo, ho virato su qualche uovo bello fresco. Sulle due patate ratte, così compatte e castagnose, miracolosamente in offerta al supermarket. Su un po’ di porro, per aggiungere un po’ di consistenza.

Ne è uscito qualcosa di decadente e godurioso, basato sulla ricetta dell’uovo cremoso ‘alla Gordon Ramsey’:

Per tre persone, 9 uova in una casseruola media e 40 gr di burro freddo, si accende il fuoco lento e si girano in continuazione, ma delicatamente, con una spatola. Quando inizieranno a prendere un po’ consistenza, solo leggermente addensate, si tolgono dal fuoco per qualche secondo, continuando a mescolarle, e poi ancora sul fuoco per un paio di minuti, e poi via dal fuoco un’altra volta. Si procede così finchè non inizieranno ad essere cremose, vellutate, dense: e allora si salano, si pepano, si aggiungono 3 cucchiai di panna acida (creme fraiche), un mezzo porro fondente e una generosissima grattata di tartufo. Non devono mai attaccarsi al fondo e non si attaccheranno.

Non fatevi spaventare dal porro fondente, è semplicemente un porro tagliato a rondelle fatto appassire con olio, sale e pepe a fuoco dolcissimo per almeno mezz’oretta, di modo che assaggiandolo non si senta più nemmeno una fibra ma che, letteralmente, vi si spappoli in mano. Fatto, davvero. Servite l’uovo, quando avete finito, su qualche patata ratta cotta al vapore (due etti a testa, almeno una 40ina di minuti, sono piccole ma sode!) e di nuovo qualche lamella di tartufo.

Ma so che non tutti possono avere questa sfiga, quella di un tartufo che ti spunta in mano all’improvviso, tipo un nuovo brufolo sulla fronte il giorno prima di un primo appuntamento. Non rinunciate tuttavia a provare questo piatto veramente coccolante, ma sostituite magari il tartufo con qualche fettina di Jamon serrano, due ritagli di salmone affumicato o, perché no, anche da solo.